Molecole artificiali combattono ‘superbatteri’ resistenti ai farmaci

Due scoperte suggeriscono che è possibile uccidere i batteri resistenti con composti sintetici.

Gli scienziati stanno chiaramente tenendo il passo nella loro ricerca per uccidere i “superbatteri” resistenti agli antibiotici. Team dell’Università di Melbourne e del UT Southwestern Medical Center hanno sviluppato molecole composite che superano le difese dei batteri resistenti, promettendo un trattamento contro le malattie che hanno intensificato la loro immunità nel corso degli anni.

La soluzione dell’Università di Melbourne utilizza polimeri di peptide a forma di stella, o brevi catene proteiche, per distruggere direttamente i batteri attraverso tecniche come ad esempio ‘lacerazione’ della parete cellulare. L’approccio non è solo efficace, ma sicuro: nei test che coinvolgono i globuli rossi, ci sarebbe voluta una dose 100 volte più grande per essere tossico.

Alla UTSW, i ricercatori hanno utilizzato molecole composte PPMO (oligomeri phosphorodiamidate morpholino peptide coniugata) per bloccare un efflusso batterico che scaccia gli antibiotici. Essi imitano il DNA o l’RNA, legandosi a una sequenza genetica chiave nei batteri e impedendole di costruire le proteine. L’approccio PPMO non è una soluzione di per sé, ma rende i batteri vulnerabili agli antibiotici che in precedenza erano inefficaci – anche per la medicina che non ha mai funzionato prima.

In entrambi i casi, le università hanno molti miglioramenti da apportare. Devono sia progredire verso la sperimentazione umana e verificare se i loro approcci funzionano su un’ampia varietà di batteri, non solo su quelli nei primi esperimenti. Se queste molecole dimostrano di essere affidabili, però, si potrebbe dare agli ospedali una tregua necessaria quando si combatte l’MRSA e altre malattie resistenti. Il medico potrebbe utilizzare in entrambi i casi un trattamento combo per sconfiggere i batteri o saltare del tutto gli antibiotici.

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