Eolico
energia commercializzata
306.800.000 kWh/anno
70.564 tep/anno
211.385.200 kg di CO&sub2; risparmiata
457.132 NOx risparmiata
LA TECNOLOGIA
La produzione di energia eolica utilizza tecnologie avanzate, ma già molto affidabili, che consentono di sfruttare efficacemente una risorsa rinnovabile, sempre disponibile e naturale.
Gli impianti eolici sono puliti e semplici; infatti la pala dell’elica, come un’ala sottile, offre una resistenza minima all’avanzamento, non crea turbolenze e ha una portanza elevata, cioè ha un alto coefficiente di potenza e una velocità di rotazione molto alta; velocità che consente l’inserimento diretto, o con ingranaggi modesti, di generatori di elettricità, evitando la dispersione della potenza estratta in complicate trasmissioni
I PROBLEMI
Pur essendo particolarmente adatta per localizzazione e conformazione, l’Italia, rispetto a molti altri paesi (Canada, Stati Uniti, Belgio, Olanda, Germania e Danimarca) sta sfruttando ancora poco l’energia eolica. La mancata diffusione nel nostro territorio è dovuta all’incapacità di cogliere le occasioni e ai problemi determinati dall’impatto ambientale di impianti che, per chi li critica, occupano molto territorio, sono discontinui nella produzione di energia, oltre a essere rumorosi e esteticamente poco piacevoli.
LE PROPOSTE DI ENERGIA FUTURA
Oltre ad offrire la possibilità di costruire impianti standard, Energia Futura, lavorando insieme a numerose università, ha elaborato una serie di soluzioni per produrre energia dal vento riducendo al massimo l’impatto ambientale, e soddisfare le esigenze dei critici più esigenti.
Dopo accurati studi la scelta è stata quella di puntare sull’installazione di impianti piccoli o medi (con potenze fino ai 30 kW, alti non più di 18 metri contro gli usuali 30 e da un diametro dai 6 ai 15 metri contro i 20-60) integrati in sistemi ibridi eolico-diesel o con batterie accessorie, che garantiscano la continuità della produzione, e siano meno impattanti sul paesaggio e per l’avifauna. L’obiettivo, quindi, è quello di aumentare il numero delle unità installate, disperdendole per il territorio, piuttosto che creare grandi impianti considerati troppo impattanti.
Come area di intervento le zone più interessanti in Italia sono il crinale appenninico, le fasce costiere delle regioni meridionali, le isole del basso Tirreno e Pantelleria, dove si sta sviluppando un progetto di ampio respiro.